Réseau Syndical International de Solidarité et de Luttes


lundi, 3 août 2020

 
 

 

Sector aéreo : llamamiento sindical internacional

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Come lavoratori ed attivisti sindacali del settore aereo ed aeroportuale vogliamo prima di tutto inviare il nostro sostegno e solidarietà internazionalista a tutte le nostre colleghe e i nostri colleghi che, nonostante l’emergenza coronavirus (Covid-19), sono costretti a continuare a lavorare, spesso in mancanza o con inadeguati dispositivi di sicurezza, mettendo a rischio la propria salute come quella dei propri familiari, allo stesso tempo inviamo la nostra solidarietà a tutte e tutti, soprattutto precari che, a causa di questa crisi, stanno perdendo il posto di lavoro senza salario.

Non può decidere il mercato

Siamo assolutamente coscienti della forte crisi che sta vivendo il settore aereo - aeroportuale a causa dell’emergenza sanitaria (Covid-19), con cui le compagnie aeree sono state costrette (solo in piena crisi) a tagliare l’operativo fino al 95%. Fin dall’inizio dell’emergenza, che ha avuto il suo primo focolaio nella regione Wuhan di in Cina, ci siamo mobilitati per richiedere maggiori tutele per la salute dei lavoratori e dei passeggeri, chiedendo riduzione di attività, dispositivi di sicurezza (maschere e guanti), fino a rivendicare la chiusura degli aeroporti al traffico commerciale. Siamo stati e continuiamo ad essere inascoltati, se oggi c’è una forte diminuzione del traffico aereo, è dovuto solamente alla ridotta richiesta da parte del mercato (vendita biglietti) e non da una presa di posizione politica sul blocco dei voli commerciali per contrastare la diffusione del virus (Covid-19).

Non si può continuare a lavorare

Nel pieno rispetto dei lavoratori della sanità, come lavoratori del settore aereo – aeroportuale ci siamo trovati fin dal principio a lavorare senza nessuna protezione, in alcuni casi con il totale divieto di utilizzo di mascherine e guanti mentre continuavamo ad essere a diretto contatto con migliaia di passeggeri presso gli aeroporti e dentro gli aerei. Tutto ciò è irresponsabile ed inaccettabile e non saranno delle nuove disposizioni di legge, dei vari governi, in tema di salute e sicurezza, a tutelare la salute dei lavoratori e dei passeggeri : solo un reale blocco del traffico commerciale potrebbe garantire la tutela della salute di tutti, assicurando solamente i voli di emergenza (trasporto alimenti, medicine, malati, ecc.) ei voli per garantire i ricongiungimenti familiari e il rientro presso i propri Paesi.

Non dovranno essere i lavoratori a pagare la crisi

Chiaramente la sospensione momentanea del traffico aero, per la durata massima dell’emergenza sanitaria, non la dovranno pagare le lavoratrici e i lavoratori del settore aereo – aeroportuale, come neanche i colleghi dell’indotto (mense, pulizie, negozi, bar ecc.), questa crisi la dovranno pagare coloro che, da decenni, lucrano in un settore in continua crescita, che genera ogni anno miliardi di euro di ricavi, di cui ai lavoratori giunge solamente una piccola parte. La crisi la dovranno pagare i padroni e i governi garantendo l’occupazione e i salari pieni a tutti i lavoratori del settore, sia in questo momento di piena crisi, sia nel momento in cui si dovrà ri-decollare.
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